IL PENSIERO POSITIVO NELLO SPORT
di Gianni Bassi e Rossana Zamburlin

INTRODUZIONE: CREARE UN AMBIENTE CON VALORI E RELAZIONI POSITIVE

Il pensiero positivo negli atleti sarà tanto più efficace in loro, quanto più è creduto e realizzato dagli adulti che fanno parte del contesto sportivo. Gli allenatori, che sono l’autorità nello sport, non vivono nel vuoto. E’ necessario che tengano conto sia dei bisogni degli atleti negli altri ambiti, sia delle altre autorità, genitori, insegnanti, guida spirituale, con cui coordinarsi affinché lo sviluppo fisico, mentale e spirituale dei ragazzi sia il migliore possibile. La vera vittoria è creare ragazzi e gruppi che maturino. Lo sport è una buona metafora della vita: allenarsi per raggiungere un obiettivo, sapersi relazionare coi compagni, diventare dei buoni amici, ascoltare l’autorevolezza dell’allenatore. Questi sono valori trasferibili in tutti i contesti: famiglia, parrocchia, scuola, lavoro, gruppi di interesse. Per questo è fondamentale una formazione continua ( tutto ciò che accade quotidianamente può renderci più consapevoli e farci maturare.. ): il materiale umano è troppo delicato, ricco e complesso per giustificare atteggiamenti superficiali e diseducativi.
Per farci capire usiamo un esempio calcistico, visto che è lo sport nazionale, ma il discorso vale per tutti gli sport e non solo… E’ normale incitare i ragazzi ad essere efficaci, a giocare bene e con grinta, a risvegliare la forza del gruppo, ecc. Non è educativo, né maturante linciare, provocare, esasperare, cioè a vincere “per forza”, cioè forzando e andando oltre le regole. Per es. si può incitare una squadra ad aggredire il pallone, non si può incitare a colpire le gambe… Lo spirito sportivo iniziato dal barone De Coubertin all’inizio del ventesimo secolo,  deve essere all’insegna “dell’importante è partecipare” e “vinca il migliore”. Certo che vincere è bello, ma deve essere il risultato di una superiorità fisica, psicologica e spirituale, dovuto ad un allenamento sistematico di tutte queste componenti, non dovuta ad una aggressività male indirizzata. Così l’avversario va rispettato, non umiliato e anche l’arbitro, per quanti errori faccia, non va linciato con parolacce e minacce verbali o addirittura fisiche: c’è sempre  un modo corretto ed educato di reclamare se si è subito un’ingiustizia. Tuttavia il responso arbitrale va accettato.
C’è un aspetto importante che lo sport può educare, così fa della sana prevenzione: il rapporto col cibo. Siccome obesità, anoressia e bulimia sono diventate disagi sociali è importante che allenatori e genitori, magari con la supervisione di un dietologo  collaborino per una sana alimentazione funzionale allo sport e agli impegni scolastici, senza diventare ossessivi, ma anche evitando atteggiamenti del tipo “va tutto bene”.                       

CREDERE IN SE’ E NEL GRUPPO

Ci si può allenare con la mente a pensare positivamente in qualsiasi sport. Basta avere degli obiettivi costruttivi e fare tutti i passi necessari per attuarli. Il pensiero positivo accompagna sia l’elaborazione degli obiettivi sia l’azione efficace. Praticamente tutto è migliorabile per l’atleta che crede in se stesso e nella propria squadra. La mente può essere allenata a pensare, a credere ed agire positivamente, ad avere fiducia nelle proprie capacità. Ogni resistenza, ogni blocco, ogni limite, ogni senso di colpa che impediscono il raggiungimento degli obiettivi dell’atleta e della squadra va analizzato, compreso e trasformato col pensiero positivo a favore degli atleti. La creatività è illimitata. E’ necessario creare a livello personale e di squadra la dinamicità necessaria per la crescita della prestazione. TUTTO E’ MIGLIORABILE. Ognuno possiede dei talenti che può esprimere e sviluppare. Al centro della mente e su un cartellone appeso nella propria stanza va scritta questa formula positiva: “TUTTE LE MIE PRESTAZIONI FISICHE, PSICOLOGICHE  E SPIRITUALI SONO MIGLIORABILI”.
Imparando ad avere un’aspettativa fiduciosa grazie al pensiero positivo e non coltivando il dubbio e l’incertezza, gli atleti sono in grado di far rientrare ogni cosa nel possibile. La potenza, infatti, è la consapevolezza di poter allenarsi per un risultato positivo, in quanto tutto è migliorabile. Ciò non significa che, necessariamente e obbligatoriamente, si ottenga tutto ciò che si desidera. Nessuno vince sempre, a volte l’avversario è veramente più forte, ma ciò va constatato alla fine della gara, non detto prima, altrimenti questa aspettativa e questi pensieri negativi possono demotivare gli atleti, che, comunque, ci devono provare… RISCHIARE  è fondamentale per svilupparsi, come è importante avere delle  PRIORITA’: non si può fare tutto insieme. Se vuoi andare oltre i tuoi limiti, hai bisogno di rischiare e, per non essere confusionario e ansioso, di mettere ordine. Come fai a migliorare se non vai oltre il consueto, non osi l’insolito? I rischi si trovano in un certo punto fra le tue speranze di miglioramento, di vittoria e di successo e il pericolo, la paura di sbagliare, di fare troppo. Spesso il rischio maggiore è quello di non rischiare...

SVILUPPARE LA FIDUCIA-FEDE

Ovviamente vincere è relativo: per certi atleti e certe squadre piazzarsi bene è già vincere, per es. alcune squadre hanno come obiettivo non retrocedere...
All’inizio di una gara dall’esito incerto ( in realtà, in genere, tutte le gare non hanno esito certo )
i pensieri positivi, la FIDUCIA-FEDE personale e collettiva sono le uniche  possibilità che assicurano il buon risultato. Una volta svolto l’allenamento ottimale, scientificamente fondato ed aggiornato, ciò che fa la differenza è la profonda fiducia individuale e collettiva, sostenuta dai pensieri positivi, degli atleti e dell’allenatore ( ma anche di tutta la società sportiva e degli spettatori che danno sostegno ) di raggiungere il risultato positivo e costruttivo, nonostante tutto. Rimanere nell’incertezza, nel dubbio, nell’esitazione brucia le tue energie inutilmente. E’ utile prendere una prima decisione interiore e collettiva: LA DECISIONE FIDUCIOSA DI AVERE SUCCESSO. La fiducia-fede non è un “optional”, è essenziale, quindi va allenata, come tutto ciò che è parte della prestazione.
La fiducia-fede è una misteriosa forza della natura, la quale eternamente crea cose sempre nuove e perfeziona quelle esistenti. Per ciò è utile riconoscere che LA VITA E’ AMICA.
Imparare a pensare positivamente, avere degli obiettivi in mente, è di importanza fondamentale: è uno dei fattori basilari del successo in qualsiasi sport si voglia intraprendere.
Quando pensiamo lucidamente e ci si aspetta il MEGLIO, si libera dalla mente una carica emotiva, e, di conseguenza, un’energia fisica che tende a calamitare verso un risultato questo stesso meglio.
E’ sorprendente come la costante e sistematica ricerca e attesa del meglio metta in moto forze che costringono il meglio ad emergere. Dando questo “ordine”, o meglio avendo questo desiderio il sistema nervoso ricercherà “automaticamente” le soluzioni creative. E’ il caso di mantenere la mente aperta a idee e prassi che possono venire sia dall’interno che dall’esterno.
Per  DESIDERIO s’intende la ricerca o l’attesa intensa di quanto è sentito come soddisfacente le proprie esigenze e i propri gusti. Il miglioramento della prestazione  desiderato intensamente fa emergere parecchia energia. E’ importante allineare desideri e credenze. Ci si può allenare mentalmente VISUALIZZANDO la realizzazione dei tuoi obiettivi e tutti i passi intermedi.
Non lasciare al caso la realizzazione dei tuoi desideri.
Se un atleta o una squadra non sperano di mettere a segno azioni e strategie positive ( la tattica e il buon gioco che si sono concordati ) e temono la vittoria degli altri, subendo la loro strategia ( e quindi si mettono in una posizione di difesa, piuttosto che di padronanza della prestazione ), questo significa che si aspettano di essere sconfitti o di difendere il pareggio. Questo processo mentale ed emotivo inibisce e raffredda la muscolatura, interferisce, nell’atleta e nella squadra, la capacità di coordinamento ed impedisce che circoli negli atleti un libero flusso di energia. E’ una posizione di debolezza mentale, emotiva e fisica, è una forma di impotenza.
Le situazioni di gara migliorano davvero quando ci si aspetta il  MEGLIO anziché il peggio, per la semplice ragione che l’atleta e la squadra, liberi da dubbi riguardo se stessi, avendo chiaro cosa fare nel momento presente ( nel momento della prestazione non esistono né futuro, né passato ), possono dedicarsi senza conflitti a ciò che accade in quel preciso istante nella gara, e niente può ostacolare il cammino dell’atleta e della squadra, che diventano così in grado di far convergere tutte le componenti interne ed esterne su una situazione di azioni efficaci.
I pensieri positivi si trasformano in azioni positive. I pensieri negativi e catastrofici tendono a paralizzare l’azione o a creare azioni, corrispondentemente, negative o comunque deboli. Per questo vanno al più presto trasformati. Per non farti prendere da un’azione ansiosa e caotica, ti invito a pensarla, a meditarla, a visualizzarla. Il pensiero che non si traduce in azione è sterile e l’azione non pensata rischia di essere impulsività non costruttiva. Le persone vincenti hanno usato meglio il loro cervello e il loro corpo.
Quando l’atleta e il gruppo affrontano un problema di gara unito, compatto, determinato, con le idee chiare, la difficoltà, che è di per sé manifestazione di disunione, tende a ridimensionarsi. Anzi a volte è un’occasione per attuare un’azione creativa.

AFFRONTARE E RISOLVERE TUTTI I PROBLEMI

Rispetto ai problemi bisogna dire che tutti ne hanno, la vita è fatta di problemi L’importante è come si interpretano e come si ristrutturano. Ciò che è essenziale è affrontarli e possibilmente risolverli.
Se tutto è migliorabile, anche i tuoi problemi lo sono: c’è una o più soluzioni a tutto. Da OGGI PUO’ INIZIARE UNA NUOVA VITA. Se pensi in negativo è opportuno cambiare percezione e interpretazione di ciò che vedi e senti: il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto. La metodologia del PROBLEM SOLVING mira a migliorare la qualità della prestazione e a sviluppare la competitività dell’atleta e della squadra. Il modo intelligente perché ciò avvenga sta nell’affrontare tutti i problemi che impediscono alle persone, a tutti i livelli, di svolgere il proprio lavoro in modo efficiente e dinamico. E’ utile formare gruppi che hanno il compito specifico di studiare i problemi per risolverli. Sinteticamente di fronte ad un problema è necessario rispondere alle seguenti domande: Che cosa? Chi? Dove? Quando? Come? Perché? Quali nuove soluzioni?
Attendersi e ricercare il MEGLIO significa dedicare tutte le risorse individuali e collettive all’obiettivo che si vuole perseguire, che, nel caso dello sport, è realizzare la prestazione ottimale.
E’ fondamentale, ogni tanto, verificare la situazione attuale per programmare un futuro migliore.
E’ importante sapere DOVE SONO, cioè la situazione attuale, il momento presente. Il “dove sono” costringe a confrontarsi con la più o meno dura realtà dei fatti attuali. Attualmente com’è la tua motivazione  rispetto ai tuoi obiettivi sportivi? La valutazione delle tue capacità esprime, quanto, nel momento presente, sei realmente motivato alla realizzazione dei tuoi desideri e scopi. L’errore più comune sta nel dedicare la totalità delle energie agli aspetti fisici, trascurando gli aspetti mentali e relazionali. Presa in esame una certa area e analizzata profondamente, verificato quanto ti separa dal raggiungimento del tuo scopo, viene naturale porsi la domanda: COSA POSSO FARE?
Se sei disposto ad allenarti e gareggiare di più e meglio di ciò che sei abituato a svolgere tu, i tuoi compagni e i tuoi avversari, prima o poi raggiungerai risultati migliori. Può essere qualcosa di quantitativo o qualitativo, può essere a livello fisico e/o a livello mentale e/o a livello di rapporto coi compagni, l’allenatore, i dirigenti. Questa ricerca di una prestazione di alta qualità è la ricerca del meglio in tutti gli aspetti ed è importante smontare la prestazione in tutti i particolari e saperli sviluppare. Si fallisce nello sport, come nella vita non per mancanza di abilità, ma perché manca la capacità di pensare, di desiderare, di  sperare, di credere e di agire con passione. Mancando di obiettivi fattibili, si tende a mantenere un certo equilibrio, piuttosto che essere in costante e continuo miglioramento. Si preferisce rimanere sul noto, sul certo, piuttosto che esplorare il nuovo e l’ignoto. L’innovazione e la creatività sono una scommessa; come dice il detto popolare: “chi non risica non rosica…”  ( c’è anche il proverbio che dice “non lasciare la strada vecchia per la nuova…“). 
La tua carriera sportiva sicuramente non è stata lineare, non è stata tutta “rose e fiori”. Puoi vedere tutta la vita come una corsa ad ostacoli: anche i grandi campioni e i grandi personaggi di successo sono incappati in alcuni o in parecchi accidenti. La differenza fra il campione e l’atleta mediocre sta proprio nell’uso dell’ostacolo. Per il primo è uno stimolo per mettere in campo nuove energie e nuova creatività, per il secondo è una dimostrazione che non ce la potrà  fare mai in quanto il “fato” gli è contrario.

INCREMENTARE IL CORAGGIO

Il CORAGGIO è lo stato emotivo opposto alla paura. Il coraggio è stato considerato una delle principali virtù umane. E’ da distinguere dalla temerarietà, ritenendolo il giusto mezzo fra questa e la paura. A differenza della temerarietà, infatti, il coraggio tiene conto delle condizioni di realizzabilità dello scopo o di superamento del pericolo Il coraggio è l’emozione che ti permette di guardare in volto  i tuoi fantasmi  e comunque andare avanti per raggiungere i tuoi obiettivi, nonostante tutte le interferenze. Affrontate i rischi che la realtà pone. Come non esiste un corpo perfetto, così non esiste una personalità perfetta o un gruppo perfetto. E’ importante anche ESSERE OTTIMISTI.
Il pessimismo tende a creare uno stress negativo di noia e tensione. L’ottimismo è una forza emotiva che facilita il passaggio dal pensiero positivo all’azione. Se tutto è migliorabile possiamo essere ottimisti: la storia è a lieto fine. L’ottimismo è definito come attitudine psicologica a valutare favorevolmente la realtà e a guardare al futuro con fiduciosa attesa. Atleti e allenatori di successo, anche nei giorni oscuri, quando perdono o falliscono, reggono davanti a sé l’ottimismo come una fiaccola che illumina costantemente il cammino da percorrere, gli obiettivi da raggiungere.
Rispetto alla GESTIONE DELLO STRESS, quest’ultimo non può e non deve essere evitato perché costituisce il giusto stimolo alla vita, perciò non è una condizione patologica dell’organismo, anche se in alcune circostanze può produrre patologia, come quando lo stimolo agisce con grande intensità e per lunghi periodi. Molti credono che stress e tensione siano la stessa cosa. Invece la tensione è una reazione fisiologica di stress caratterizzata da sensazioni di ansia, di preoccupazione e di pressione, quando la gestione dello stress non ha funzionato.
L’ ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO serve per sostenere le azioni, nutrendo la mente di pensieri e obiettivi positivi. Tutta la vita va organizzata per il successo sportivo, famigliare e sociale. Ognuno è padrone della propria mente nonostante i condizionamenti interni ed esterni, che se volete potete trasformare. Concentratevi su ciò che potete fare oggi: stimolate anche i vostri compagni…
Ci sono vari METODI DI AUTOSVILUPPO: scrivere il diario analitico, facendo l’esame retrospettivo della giornata, riflettendo analiticamente su quanto accade, ascoltando le emozioni del proprio mondo interno, avendo coraggio nell’innovare, sperimentando comportamenti nuovi, migliorando la propria forza di volontà, sviluppando una mentalità nuova, stimolando lo sviluppo della personalità.
E’ importante SAPER ASCOLTARE…ANCHE LE CRITICHE. Gli atleti non vanno trattati strumentalmente, ma nel rispetto della loro individualità. L’incomprensione e la solitudine sono diventate  le “malattie” dell’uomo d’oggi. Il problema è che molti sono disposti a parlare, pochi sono disposti ad ascoltare. La comunicazione è a due sensi, non unidirezionale. Il rapporto fra la persona e gli altri è inevitabile, ma se questo rapporto non permette la crescita lo si può trasformare attraverso la comunicazione, esprimendo nuovi pensieri, nuovi sentimenti, nuovi valori, nuovi modi di agire e nuovi progetti. Ponetevi le seguenti domande: Siete in grado di ascoltare veramente e profondamente? Siete capaci di farvi critiche costruttive? 
Se i tuoi rapporti sono ispirati da amicizia, scioltezza, fluidità, equilibrio, armonia, integrazione e impegno la tua vita è già orientata in positivo. Certo l’ambiente può facilitare o meno il miglioramento dei rapporti, ma la tua crescita relazionale avrà sicuramente delle ripercussioni positive sugli altri. Se vuoi cambiare i tuoi rapporti interpersonali è necessario RIDEFINIRE TE STESSO dal punto di vista spirituale, psicologico e fisico. Ogni frustrazione che incontri o che hai incontrato può essere uno stimolo per il miglioramento della prestazione. E’ utile capire dove si sbaglia per cercare nuove soluzioni. Vittorie, pareggi e sconfitte si scontrano e confrontano costantemente: l’importante è farne un uso positivo. La  frustrazione può avere due effetti: un aumento generale di motivazione o una reazione di fuga o di allontanamento ( meglio la prima…ovviamente ).

TRASFORMARE LE CONVINZIONI LIMITANTI  IN CONVINZIONI FACILITANTI

Gli sconfitti e i falliti sono quelli che non sperano incondizionatamente, con tutta la propria personalità e il proprio corpo, di riuscire, in quanto le premesse mentali ed emotive sono negative. Spesso questi pensieri, emozioni e valori negativi sono inconsapevoli: sotto sotto certi atleti con credono che il successo, la vittoria possa capitare a loro, pensano di non meritarlo. Ciò che blocca lo sviluppo, il successo, la vittoria di certi atleti sono le credenze negative, i sensi di colpa e i blocchi emotivi. E’ importante trasformare le credenze negative in valori che sostengano le azioni sportive, trasformare tutti i sensi di colpa in responsabilità costruttive nei confronti di se stessi e degli altri e sbloccare le emozioni, che sono energie. Le CREDENZE sono ordini assoluti su ciò che possiamo o non possiamo fare, sono consci o del tutto inconsci. La capacità di migliorare, di vincere, di avere successo presuppone un coordinamento fra emozioni, pensieri, valori e azioni positivi. Credere di non riuscire è un ordine al sistema nervoso di bloccare o rallentare, l’ordine limitante passa attraverso le terminazioni nervose e arriva ai muscoli e questi eseguono…
Una chiave tra le più importanti, per riuscire nello sport come nella vita per ottenere quanto si desidera profondamente, è questa: che l’atleta impegni tutto se stesso, mente e corpo, assolutamente, senza riserva, in gara o in qualsiasi altra iniziativa o progetto intrapreso. Gara dopo gara è importante che l’atleta dia tutto se stesso fino all’ultima briciola, che non trattenga nulla. La soddisfazione non può negarsi all’atleta che dà allo sport tutto ciò che ha…
Bisogna PUNTARE CON DETERMINAZIONE ALLO SCOPO. Chi non ha scopi non raggiunge nulla. Si raggiunge la meta percorrendo la via con determinazione e risolutezza, con lo sguardo ben puntato su un unico punto di riferimento, ben articolato. Con le visualizzazioni puoi migliorare l’arte di concentrarti sulla meta, vedendo, in modo elastico, tutti i particolari della prestazione e così avere una guida nella realizzazione degli allenamenti e delle gare che ti porteranno gradualmente all’obiettivo. E’ intelligente avere apertura mentale su tutto ciò che è in relazione con lo scopo.

BIBLIOGRAFIA
G. Bassi, E. Arcelli, M. Bonfanti, La preparazione psicologica del calciatore, Ed Nuova Phromos, Città di Castello ( PG ), 1992.
G. Bassi, Come migliorare il rendimento della squadra, Ed. Nuova Phromos, Città di Castello ( PG ), 1998.
G. Bassi, Psicologia del successo, Ed. Nuova Phromos, Città di Castello ( PG ), 2001.
G. Bassi, Il pensiero positivo nello sport, Ed. Libreria dello Sport, Milano, 2003.
G. Bassi e R. Zamburlin, La comunicazione nel rapporto di coppia, Ed. San Paolo Cinisello B. ( MI), 1998 ( terza edizione 2004 ).
G. Bassi e R. Zamburlin, I sentimenti nel rapporto di coppia, Ed. San Paolo, Cinisello B. ( MI ), 2001.