PROBLEMATICHE ADOLESCENZIALI
di Gianni Bassi e Rossana Zamburlin
INTRODUZIONE
Il periodo dell'adolescenza è una fase delicata dell'esistenza, una fase di transizione che la società occidentale tende a prolungare a causa del fatto che la formazione professionale e quindi l'inserimento nel mondo del lavoro è sempre più lunga e difficoltosa. Lo stile di tutta la società sta diventando sempre più "adolescenziale" nel senso dell'accelerazione del cambiamento, dell'innovazione e della creatività , ma, anche dell'incertezza, della precarietà e della "follia".
In genere dell'adolescenza si sottolinea ciò che fa problema e anche noi seguiremo questa modalità , ma non dobbiamo dimenticare le potenzialità presenti in questi cambiamenti fisici, psicologici, sociali e spirituali.
L’IMPORTANZA DEL RAPPORTO
La ricchezza di questo periodo non va ridotto al solito discorso fra permissivismo e l'imposizioni di regole più o meno tradizionali: con l'adolescente ci si mette in rapporto e si segue il processo di crescita, che non sarà sicuramente lineare, vista la volubilità emotiva dovuta ai cambiamenti fisici, ormonali, sentimentali, valoriali, ecc. Proprio perchè gli adolescenti non sono "equilibrati" si pretende che i genitori e gli educatori lo siano molto, per contenere e non agire i loro stati emotivi dirompenti.
L'adolescente desidera diventare adulto, ma fa fatica ad elaborare questo passaggio e ad adattarsi alle regole dei grandi, vissuti, spesso, come antiquati; non è più bambino, ma può avere ancora tratti infantili, da affrontare e superare. Da qui i vissuti di incertezza, di confusione, di vuoto, da non vivere come emozioni negative di per sé, ma come momenti utili, anche se carichi di sofferenza ( si sa che senza sofferenza non c'è vera crescita...) e inevitabili. In questi momenti, che saranno tanti, bisogna essere lì, presenti, ma non invadenti, in ascolto e in dialogo, senza imporlo. Sarà inevitabile qualche esplosione di rabbia, proprio per la contraddittorietà della situazione: l'adolescente vuole essere autonomo, ma non è autonomo; sembra sapere tutto, ma poi è di una ingenuità spaventosa. La virtù della pazienza sarà molto utile e sarà messa a dura prova...
L’EVOLUZIONE DEL CORPO E DELLA PSICHE
L'evoluzione del sistema nervoso gli permette una chiarezza mentale notevole, la capacità di astrazione gli permette il senso di infinito e di perfezione, che sfocia spesso in un senso di onnipotenza. Quando poi gli altri, il mondo lo frustreranno, potrà "cadere" in un senso di impotenza devastante ( non dimentichiamo che gli adolescenti sono il secondo gruppo come suicidi e tentati suicidi, dopo il gruppo dei pensionati, anche questi vivono un periodo di transizione...).
I cambiamenti fisiologici e psicologici permettono all'adolescente di scoprire il mondo dei sentimenti e della sessualità . Dopo una prima fase di timore nei confronti dell'altro sesso, per cui si tende a rimanere coi coetanei del proprio sesso, inevitabilmente arriva la stagione del primo amore, spesso vissuto quasi tutto nella fantasia. E' il momento in cui l'adolescente impara ad amare e quindi non ha molta importanza l'esito quasi sicuramente negativo rispetto alla ragazza/o. I drammi emotivi, sentimentali e relazionali vanno seguiti e presi sul serio in quanto si entra in un mondo quasi sconosciuto, quindi è opportuno che sia accompagnato dal genitore omologo, cioè dello stesso sesso, la persona da cui si acquisisce l'identità psicosessuale, che è appunto il punto di riferimento. L'adolescente deve poter sentire che può contare sul genitore omologo per potersi confidare, aprirsi senza essere giudicato. Recentemente abbiamo sentito una giovane donna che a 13 anni ha confidato alla madre del suo primo bacio e questa, nonostante avesse detto di esserle amica ( ma non si può essere amici dei figli...), che si poteva confidare tranquillamente, appena ha sentito del bacio ha fatto scattare subito le regole moralistiche e quindi la ragazza non si è più confidata, anzi tutte le volte che la madre cercava di interessarsi della sua vita sentimentale, incontrava un muro di rabbia. Questa storia l'abbiamo sentita migliaia di volte e ci ha insegnato che la disponibilità al dialogo deve essere vera e autentica: l'adolescente sente emotivamente se lo vuoi accogliere o se lo vuoi manipolare imponendogli le regole.
Oggi sembra che il sesso non sia più un tabù per i giovani, anzi sembra essere un "obbligo". Gli adolescenti sono bombardati da spettacoli al cinema e alla televisione che propongono, a volte, situazioni esasperate, casi estremi, al limite della perversione, col pericolo di far vivere per normale l'eccezionale. Questa ricerca di prestazioni eccezionali e particolari potrebbe interferire nello sviluppo psicosessuale, impedendo l'approdo alla genitalità che non si definisce solo in rapporto alla quantità e qualità tecnica delle prestazioni sessuali, ma soprattutto nella modalità della relazione col partner che comporta l'espressione dei sentimenti, il prendersene cura ed accettare la propria complementarietà nel superamento del narcisismo, dell'autosufficienza e dell'autoemancipazione, per realizzare un rapporto di scambio paritario e profondo in cui c'è un dare e un ricevere reciproco a tutti i livelli: sentimentale, sessuale, economico, valoriale, ecc.
Gli adolescenti sesso ne fanno, tant'è che l'età media del primo rapporto è diminuita, ma non sempre lo conoscono adeguatamente, nonostante vogliono far credere che sanno tutto, ad es. non usano bene i metodi anticoncezionali e infatti gli aborti sono in aumento e troppo numerosi rispetto alle idee di prevenzione di cui si è parlato nei decenni scorsi. Probabilmente tendono a considerarlo il modo più semplice per entrare in rapporto: è questo un modo anche per rivalutare la corporeità , la positività dei contatti fisici, meno ambigui e dunque più rassicuranti, come se si dovesse compensare l'eccesso di razionalità presente a scuola e, in genere, nella cultura dominante, incrementando i contatti corporei.
LA SOLUZIONE DELL?ANGOSCIA DI MORTE
Mentre questa società tende ad essere più permissiva rispetto all'EROS, è, sostanzialmente, impotente e fuorviante rispetto a THANATOS: semplicemente la morte non deve esistere! Il modo tecnico di gestire la malattia, la vecchiaia e la morte creano più problemi di quelli che risolvono. In questo modo l'angoscia della morte aumenta e se i genitori e gli educatori non rispondono in modo umano, approfondendo gli aspetti psicologici e spirituali, gli adolescenti e non solo questi, dovranno sedare i problemi attraverso il fumo, l'alcol, gli stupefacenti, gli psicofarmaci, ecc. che da una parte danno il senso di essere adulti, dall'altro danno quel senso di trasgressione rispetto al mondo degli adulti, così "accattivante" e sfidante.
La vera soluzione del problema morte è l'amore, ma se anche gli adulti non credono ai sentimenti, cosa possiamo dire a dei giovani che si affacciano alla vita, alla realtà ? Pensate a studiare e a lavorare?
Il rapporto d'amore fra figlio e genitore omologo è il contenitore che permette all'adolescente di prendere coscienza di sé e di proiettarsi nel futuro. Il genitore omologo si porrà in una posizione di sostegno e facilitazione, orientando il giovane alla conoscenza del mondo interno e del mondo esterno.
Per la psicanalisi una persona è sostanzialmente matura quando è in grado di amare, di lavorare e di avere rapporti sociali. L'amore viene per primo, invece questa società mette il lavoro e l'economico al primo posto, creando delle storture notevoli. Ci deve essere equilibrio fra sentimenti, studio/lavoro, amicizie/impegni sociali/ricerca dei valori. E in tutte queste attività con equilibrio e delicatezza il giovane va accompagnato dal genitore omologo.
LA TRASGRESSIONE DELLE REGOLE
Gli incidenti del "sabato sera" dovuto all'uso di alcol, sostanze stupefacenti e dallo squilibrio del ritmo sonno/veglia che possono produrre colpi di sonno, possono anche essere interpretati come "sfide alla morte", il giovane nel suo delirio di onnipotenza pensa di aver la situazione sotto controllo, non rispetta né i propri limiti, né quelli del codice della strada e, spesso, avviene la catastrofe. Ma la questione centrale è la morte: che senso ha la vita se poi moriamo? Invece di continuare a far finta che il problema non esista e incrementare la ricerca del piacere fine a se stesso, del far finta di essere sani, forti e felici o come compensazione all'angoscia della morte, è arrivato il periodo storico di far riemergere il senso della vita e della morte dal punto di vista psicologico, filosofico e spirituale e parlarne a tutti i livelli, a partire dalle famiglie. Altrimenti proporremo solo regole che saranno trasgredite e sostanze sedative: o si diventa più profondi o parte di questa generazione e di quelle future andranno al massacro... Ovviamente questi problemi vanno gestiti modificando anche e soprattutto i meccanismi economici: l'amore va messo al primo posto.
I DISTURBI ALIMENTARI
Anche obesità , anoressia e bulimia, cioè i disturbi dell'alimentazione, sono il risultato di interferenze economiche e di squilibri nei rapporti d'amore. Il cibo è simbolo dell'amore. Il legame fra affettività e cibo risale ad una fase precoce dello sviluppo del neonato. Fin dall'inizio della vita soddisfare la fame produce un sentimento di benessere e sicurezza: non a caso il riflesso della suzione è già presente alla nascita, non è un apprendimento. Nell'allattamento ( soprattutto al seno materno ) il piccolo prova sollievo ad uno dei primi disagi fisici, "la fame", che nell'utero non aveva mai sperimentato: il contatto con il corpo morbido e caldo della genitrice, il cullarsi al ritmo del suo respiro e l'udire il battito cardiaco tanto conosciuto, gli danno la sensazione di essere "ancora" in simbiosi, accolto e amato.
La nostra società è proprio "folle": prima induce, attraverso la pubblicità , a mangiare di tutto e di più per essere soddisfatti ed energetici, poi propone un modello di donna e di uomo esteticamente perfetti, quindi diete, palestre, sport e altre sostanze che fanno dimagrire. Anche per il fatto che, mediamente, si fa poco movimento e si guarda tanta televisione, mentre si "mangiucchia" qualcosa, l'obesità è in aumento. Ma che in realtà si vogliono scambiare sentimenti, dolcezze, sesso e valori spirituali non si dice o se si dice diventa un modo per prendersi in giro: questi bisogni sono soddisfatti realmente?
L'anoressia e la bulimia sono patologie tipicamente psicologiche, presenti solo nella civiltà occidentale e da un pò di tempo anche in Giappone, ovviamente per il suo allineamento alla nostra economia. Nell'anoressia mentale l'apporto di cibo da parte del giovane viene ridotto fino a perdere il 20-40% del peso che il soggetto aveva prima dell'inizio della "dieta da modella" autoimposta. Sono, di norma, più colpite le ragazze: ad essa si associano sovente altri sintomi, ad es. l'amenorrea ( mancanza di ciclo mestruale ). La bulimia ( etimologicamente "fame da bue" ) è invece sostenuta dal timore di aumentare di peso ( anche se, spesso, costoro sono di taratura normale ) associato al desiderio continuo e irrefrenabile di alimentarsi. I frequenti episodi di abusi alimentari vengono controllati attraverso il vomito autoindotto e/o l'uso massiccio di lassativi. Tutti i disturbi dell'alimentazione dipendono da una disturbata regolazione del dare e ricevere amore, spesso nelle famiglie in cui sono presenti questi disturbi il controllo economico è più importante dell'espressione dei sentimenti.
EDUCARE AI SENTIMENTI E AI VALORI
Nelle relazioni educative, soprattutto nel rapporto fra figlio e genitore omologo, è fondamentale che gli adulti esplicitino e manifestino i propri sentimenti, obiettivi e valori cosicchè gli adolescenti abbiano un modello da seguire in modo creativo o da contrastare per superarlo realmente. Il fatto che i genitori e gli educatori si espongano segnala agli adolescenti la possibilità e la positività di essere se stessi in un confronto con gli altri e la realtà . Non si può proporre il nulla o dare ordini e basta... Essendo il giovane in una fase prevalentemente di ricerca e di costruzione di sé la censura riguardo i sentimenti, la sessualità , l'amicizia, il lavoro, il senso della vita e della morte costituiscono una barriera alla crescita.